L’amica perduta
L’anno scorso, a maggio, ho conosciuto un’amica su Internet di nome G. Ci siamo subito scambiati i nostri numeri di cellulare e i nostri contatti msn. Mi piaceva parlare con lei, anche al telefono. Avevamo poche cose in comune, ma ci volevamo un gran bene. Diceva che ero la sua migliore amica ed io dicevo lo stesso.
Lei comunque, aveva un’altra migliore amica virtuale, L. Purtroppo, però, litigavamo spesso e per cose stupide! Alle volte arrivavamo a dirci: “Basta, la nostra amicizia è finita!”, ma non abbiamo mai smesso di essere migliori amiche. Era troppo difficile abbandonarci.
A gennaio litigammo di nuovo, per una questione ancora oggi non risolta del tutto. Questo litigio durò più del solito, fino a febbraio. Poi mi scrisse un messaggio, nel quale mi disse che ci teneva a me e che non voleva perdermi. Le risposi che mi ci voleva un po’ di tempo.
A marzo le scrissi. Mi disse che non ero più la sua migliore amica, ma una semplice amica. Mi rattristai e le chiesi spiegazioni: non era possibile che nel giro di poco fosse cambiato tutto. Fatto sta che adesso ci sentiamo di rado.
A me manca terribilmente, ma non riesco a dirglielo. Niente tornerà come prima. Ammetto che ho fatto molte scenate di gelosia quando eravamo amiche e che sono molto orgogliosa. Come faccio a ridiventarle amica come prima?
Chiara
Carissima Chiara,
hai vissuto una bellissima esperienza in rete e sei tanto confusa perché le amicizie, nel mondo “virtuale”, sembrano più vere, belle e persino più facili che nella vita “reale”, ma nascondono altre insidie.
Sarebbe bello poter schiacciare il tasto “Backspace” o “Canc”, tornare indietro col cursore, riscrivere tutto, ma la vita, quella vera, non è un file del computer e va solo in avanti.
Guardandoti indietro, vedi buchi e mancanze e ti chiedi come riempire i vuoti, ma non è possibile aggiustare il passato. Certo, è un tesoro che porti con te, ma devi guardare avanti e costruire nuove relazioni, avere incontri ricchi e pieni, percorrere sentieri che non conosci. Porterai con te i graffi del passato, uno zaino sempre più pieno, il cuore più ricco, lo sguardo più attento.
Se il Signore lo vorrà, un giorno la strada della tua amica del cuore incrocerà nuovamente la tua: vi perdonerete a vicenda di esservi staccate, camminerete insieme per lungo tempo e vi sosterrete nel momento del bisogno.
Se il prof spiega male
Siamo due ragazze di 11 anni con due problemi.
1) Il prof di matematica, geometria e scienze scrive male alla lavagna, spiega male, durante le sue lezioni regna il caos. Non capiamo nulla e siamo sommerse da brutti votacci!
2) A una delle due piace A., un ragazzo carino che all’altra però non piace, ma sorvoliamo i particolari. La ragazza a cui piace è letteralmente cotta ma non è sicura di essere ricambiata! Loro hanno buoni rapporti e spesso giocano a farsi i dispetti. Come fare?
Miriam e Roberta
Carissime Miriam e Roberta,
1) Sono del parere che i brutti voti in genere dipendono dagli allievi e non dai professori, ma le eccezioni esistono e non sono rare. Una bella foto della lavagna potrebbe avvalorare le vostre lamentele a chi di dovere, ma estraetela solo se non volessero credervi dopo avere fatto in tutto e per tutto il vostro dovere.
2) In genere le cotte non sono mai ricambiate allo stesso modo, si confondono dispetti per interesse e si rischia di prendere una bella scottatura. All’amica cotta consiglio di essere prudente e all’altra di non fare troppo l’impicciona: basta qualche mossa sbagliata per rovinare anche la vostra solida amicizia.
Quando la cotta scotta!
Mi sono arrivate parecchie lettere che sottolineano diversi aspetti di un unico, bruciante, argomento: “la cotta”. Le ho raccolte insieme per poi dare un’unica risposta.
Sono assolutamente cotta di un ragazzino (A) che è in classe con me. Credo di piacergli, ma non ne sono sicura. Inoltre il tipo piace a molte altre! Come fare?
R.
Nella mia classe c’è un ragazzo che mi piace. Dopo un po’, pero, ho saputo che io piacevo a un altro. Ora anch’io mi sono innamorata di lui; adesso cosa faccio:
meglio che scelga l’altro cui piaccio?
Sabri ’96
Sono una ragazza di 13 anni che veste come i rapper (pantaloni a vita bassa, maglie larghe, guanti da bici...). C’è un ragazzo della mia classe che penso mi piaccia: ascoltiamo entrambi U2 e Green Day. Parliamo molto spesso di questi gruppi, e a volte torniamo a casa da scuola insieme.
Quando parlo con lui, anche delle cose più banali (scuola), mi sembra sempre di dire cavolate, e il cuore inizia ad accelerare i battiti. Penso di essermi presa una cotta per lui. Tu che ne dici? Meglio che glielo dica io o aspetto? P.s: non sono timida.
Non timida
Ebbene sì, carissime, vi siete prese una bella cotta!
Cos’è? Dicono che la cotta non passa dal cuore, ma dagli occhi. Lo vedi e ti piace, lo rivedi e ti sembra lì solo per te, la terza volta non puoi più pensare ad altro, dalla quarta stai male, il cuore batte a mille, lo stomaco si chiude (o si apre), la testa esplode...
Peccato che, se è un tipo carino, capiti lo stesso anche a molte altre, che improvvisamente diventano concorrenti agguerrite e acerrime nemiche.
E lui? Sia che non ci faccia caso, sia che si pavoneggi, diventa ancor più odiosamente amabile e ti verrebbe la voglia di prenderlo e dirgli: «Ehi, ma non ti accorgi che sono follemente innamorata di te?».
Per fortuna il più delle volte qualcosa ci trattiene da fare simili figuracce, anche se amici e amiche, nemici e nemiche, se ne accorgono in fretta e si divertono a metterci in crisi o prenderci in giro.
Ma tra una cotta e l’amore ci sono tante differenze, per cui la prima cosa da fare è chiamare le cose con il loro nome. Non c’è niente di strano nel dire: «mi sono presa una cotta tremenda!». Diverso è dire «sono innamorata/o» o peggio ancora «lo (o la) amo!». Si rischia di farla diventare un’ossessione, che ci fa commettere anche grossi sbagli! Anche perché le cotte, ahimè, non sono quasi mai ricambiate, e quando lo sono, diventano ancor più pericolose.
Pensate a Romeo. Tentando invano di farsi notare da Rosalina, vede la cugina Giulietta e non capisce più nulla. Molto probabilmente era solo una cotta, ma non fa in tempo a capirlo, perché nel giro di tre giorni: promette amore eterno con tanto di benedizione di frate Lorenzo, uccide Tebaldo, per vendicare l’amico Mercuzio, e il conte Paride, (rispettivamente il cugino e il futuro sposo di Giulietta); infine si suicida e fa suicidare anche l’amata. E tutto per un bacio!
Se avesse provato ad aspettare una settimana? Forse sarebbero ancora insieme, o forse si sarebbero mollati per incompatibilità di carattere! Perché l’amore vero non entra dagli occhi, ma esce dal cuore e se non siamo padroni del nostro cuore, non potremo mai amare nessuno.
Di positivo, nella cotta, c’è il fatto che i sentimenti incominciano a far sentire la propria voce, anche se non sanno bene cosa dire e prendono a prestito le frasi dei film e delle canzoni. È come aprire la porta di una stanza immensa e in penombra. Solo entrando prudentemente a tentoni si potranno scoprire i tesori in essa contenuti.
Fuor di metafora, non mi stancherò mai di ripetere che solo se si ha la pazienza e la costanza di passare attraverso l’amicizia e la confidenza da un lato, e la conoscenza di sé dall’altro si può sperare di costruire qualcosa di significativo, imparando a gestire i sentimenti che costruiranno la nostra capacità, un domani, di voler bene davvero.
Il caso della nostra amica rapper è significativo. Forse è solo una cotta, o potrebbero esserci le basi per qualcosa di diverso, ma la calma con cui sta affrontando il problema mi piace: ci sono gusti comuni, c’è confidenza, lunghe chiacchierate, si sta bene insieme. Lasciagli i suoi tempi e se son rose fioriranno!
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Elledici – Mondo Erre – Cara Rosy
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