Extra
Formula abbonamento
La Buona Notizia
La Buona Notizia
Spazio scuola
Scarica dai link qui sotto i pdf delle guide ai libri di Valerio Bocci.

LE PARABOLE SPIEGATE AI RAGAZZI

Scarica tutta la guida

I DONI DELLO SPIRITO SANTO SPIEGATI AI RAGAZZI

Introduzione
DONI

LE BEATITUDINI SPIEGATE AI RAGAZZI

Introduzione
BEATITUDINI

10 COMANDAMENTI SPIEGATI AI RAGAZZI
10 COMANDAMENTI

GUIDA ALLA LETTURA DELLE MEMORIE DELL'ORATORIO

Scarica tutta la guida
Guida Memorie

GUIDA ALLA LETTURA DI CHE RAGAZZI!

Scarica tutta la guida
Guida Che ragazzi
chiudi_box
01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 01 02 03 04 05 06 07 08 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10

GUERRA: LADRA DI BAMBINI

Sono arruolati con la forza e vanno a scuola di odio. Imparano a uccidere e a essere spietati. Sono tanti ragazzi dell’Africa, ma si trovano anche negli altri continenti. I volontari che li stanno aiutando a ricostruire le loro vite ferite. “La piroga di mio padre, ogni sera, si allontanava lentamente dalla riva per trascorrere tutta la notte in mare aperto. Allora ero ancora troppo piccolo per accompagnarlo e prendere il largo con lui: l'oceano è imprevedibile; non è facile mantenersi in equilibrio sulle onde quando comincia ad agitarsi. Io mi svegliavo all'alba e correvo sulla spiaggia aspettando impaziente il suo ritorno, curioso di vedere quanti pesci aveva pescato. Osservavo l’orizzonte, che pareva non finire mai, e sognavo di costruirmi una piroga tutta per me e di partire, di andare lontano, alla scoperta del mondo e di me stesso... La vita scorreva semplice e serena, fino a quel terribile 6 gennaio”, racconta Ellis. E i suoi occhi scuri si riempiono di lacrime, mentre i suoi pensieri ritornano - ancora una volta - ai giorni che hanno mandato in frantumi la sua infanzia e la sua innocenza. Un esercito di 300.000 bambini Il 6 gennaio di cinque anni fa, all’improvviso, un commando di guerriglieri prende d'assalto il villaggio di Ellis, che da allora vive sulla propria pelle le conseguenze della sanguinosa guerra civile che dal 1991 dilania la Sierra Leone per il controllo delle ricchissime miniere di diamanti. “Sono arrivati dall’entroterra - ricorda - . L’unica via di fuga era il mare, ma non ne abbiamo avuto tempo. Erano in tanti: adulti e bambini. Gridavano, urlavano, agitando machete e armi. Non riesco a togliermi di dosso la puzza di kerosene. Con quello hanno bruciato le case. Si divertivano a incendiarle con le persone dentro. Chi tentava di fermarli faceva una brutta fine”. “Io mi sono salvato - dice abbassando gli occhi - ma avrei voluto morire con i miei genitori. Sono stato catturato con alcuni miei amici. Dapprima ci trattavano come schiavi, poi ci hanno insegnato a sparare, a combattere e ad attaccare villaggi. Volevano che diventassimo spietati e crudeli come loro, e per piegare le nostre resistenze ci drogavano. Non avevamo il coraggio di ribellarci perché avevamo paura. E allora ubbidivamo”. Secondo le statistiche più recenti, sono oltre 300.000 i ragazzi e le ragazze con meno di 18 anni che - in questo momento - stanno combattendo una delle cinquanta guerre che insanguinano il pianeta. La maggior parte di loro ha tra i 14 e i 17 anni, ma c’è chi giura di aver visto baby soldati di 5 anni. Alcuni appartengono ad eserciti regolari, altri ad armate di opposizione ai governi. Tutti sono esposti ai pericoli della guerra e delle armi, ai maltrattamenti e alle punizioni severe se commettono errori. E, se tentano di scappare, rischiano la prigione o la morte. Strappati ai giochi dell’infanzia e alle famiglie, imparano in fretta - sovente contro la propria volontà - le poche regole che contano nel mondo di violenza e di morte che li circonda: saper imbracciare un fucile semiautomatico e “allenarsi” a non avere paura, a sparare e ad uccidere. E vengono “spediti” nelle zone di combattimento, magari sotto l'effetto dell'alcol o della droga, a seminare distruzione e morte. Verso una vita nuova Il problema è grave. Ed è “globale”, perché investe tutto il mondo. Se è vero - infatti - che l’Africa detiene il triste primato dei bambini soldato, è altrettanto vero che essi sono presenti in America, in Europa, in Australia e in Asia. Proprio in questo ultimo continente, precisamente in Sri Lanka, lo scorso aprile i Tamil, guerriglieri che lottano per l’autodeterminazione del Nord-est del Paese, hanno liberato più di un centinaio di bambini-soldato arruolati nel loro esercito. È la prima volta che accade da quando il movimento ha accettato di non utilizzarli più per azioni di guerra. Ma, secondo l’Unicef, ne restano ancora mille. I bambini - lo sanno bene i signori della guerra - sono molto più “economici” degli adulti: non chiedono di essere pagati; possono essere “indottrinati” e controllati più facilmente degli adulti e affrontano il pericolo con maggiore incoscienza, anche quando si tratta di attraversare campi minati o intrufolarsi nei territori nemici come spie. A volte qualcuno esce indenne dai combattimenti, senza ferite o mutilazioni. Nessuno - mai - esce indenne dalla guerra. Né sul piano fisico, a causa della fame, delle malattie della pelle, dei problemi respiratori e - in qualche caso - dell’Aids. Né sul piano psicologico, per colpa dei ricordi, dei rimorsi per le atrocità compiute e degli incubi che perseguitano i sogni anche dopo anni. Molte associazioni di volontariato si dedicano, con pazienza e amore, a ricostruire queste piccole vite spezzate. Organismi internazionali come l’Unicef - il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia - e organizzazioni non governative come la Caritas e il Coopi, finanziano e gestiscono centri di accoglienza e di reintegrazione per offrire agli ex bambini soldato sostegno psicologico e un futuro di normalità e di pace. “Quando i ribelli mi hanno liberato - conclude Ellis, abbozzando un sorriso - sono stato accolto in un centro che ospita un centinaio di ragazzi come me. Ora vivo in un bungalow con altri dieci ragazzi e con Joseph, il nostro educatore. Lui ci segue e si occupa del nostro cibo e dell’organizzazione della nostra giornata. Viviamo come in una famiglia e da qualche tempo ho cominciato a frequentare la scuola. So che si tratta di un cammino lungo e difficile, ma mi fido di Joseph e dei miei nuovi amici. Forse un giorno anch’io potrò vivere una vita normale e costruirmi una piroga per andare a pescare come mio padre”. CARLO TAGLIANI
Nilus
Nilus
©AGOSTINO LONGO
Nilus


Gli amici di MondoerreGli Amici di Mondoerre

  

Gli amici di Mondoerre

01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 www.scuola.elledici.org www.igiochidielio.it BimboBell www.oratoriosing.it/ www.associazionemeter.it www.tremendaonline.com www.dimensioni.org www.esemalta.com www.noivicenza.it www.davide.it 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10