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FANATICHE

Braccati nelle feste, assediati negli hotel, rincorsi per le strade. I divi non hanno scampo quando sono presi di mira dalle "strappamagliette", le agguerrite pattuglie di fans pronte a superare qualsiasi ostacolo pur di avvicinarsi al loro idolo. Il loro nome di battaglia e' "strappamagliette". Sono dei piccoli gruppi formati soprattutto da ragazze (ma incominciano anche i ragazzi) che si muovono come una piccola ma agguerrita task force tra le vie delle citta'. Hanno un solo obiettivo nel mirino: "intercettare" il divo di turno. Non importa che sia cantante, attore o calciatore, purche' sia famoso. Le loro armi sono penne, diari, macchine fotografiche digitali, telefonini ultimo modello con obiettivo incorporato. Tutto l'occorrente, insomma, per immortalare il magico contatto con la star tanto inseguita. Per "catturare" l'ambito esemplare studiano piani perfetti, che fanno sembrare 007 un dilettante: appostamenti, inseguimenti, ricerca di informazioni per scoprirne gli spostamenti, ingegnose trovate per imbucarsi in conferenze stampa o feste. Ogni stratagemma e' buono per avere un incontro ravvicinato con il divo, che si trasforma il piu' delle volte in un autografo, una foto scattata insieme o nella faticosa conquista di un brandello della sua t-shirt, da cui l'etichetta di "strappamagliette". Un termine che poi non e' niente altro che la versione aggiornata della parola fan, abbreviazione dall'inglese fanatic (fanatica), in realta' mai passata di moda. L'ammirazione da parte della gente per i divi e' nata praticamente nello stesso momento in cui qualche artista ha incominciato a esibirsi pubblicamente di fronte a una platea, per poi non fermarsi piu'. Anzi, e' cresciuta nel tempo, alimentata dallo sviluppo dei mass media: prima i giornali e la radio, poi il cinema e via via la televisione e internet. Oggi e' l'alleanza tra tutti questi mezzi di comunicazione a costruire sovente l'immagine di un personaggio, a nutrire di notizie, foto, filmati il pubblico a tambur battente. Materiale che rende felice le fans, pronte a raccogliere e classificare qualsiasi cosa del loro idolo, per poi commentarlo o scambiarselo sgranando gli occhi per l'ammirazione. La mossa subito successiva, ovviamente, diventa come incontrarlo. Se si tratta di una stella della musica, un concerto offre gia' una buona possibilita' per vederlo a pochi metri di distanza. Dopo ore di coda per guadagnare le prime file, appollaiate e pressate sulle transenne come tonni in scatola, le fans sperano che l'artista getti qualche oggetto dalle loro parti per accaparrarselo: puo' essere il plettro della chitarra o un asciugamano. A molte, e' sufficiente un semplice sguardo. Il rituale del concerto, pero', non e' abbastanza per soddisfare gli appetiti di tante fans, cosi' come non basta loro provare sobbalzi al cuore vedendo il proprio attore preferito sul grande schermo. Occorre un'emozione in piu'. E quella la si puo' vivere solo se si diventa una "strappamaglietta". A caccia di star Per arruolarsi, non occorrono particolari qualita': un po' di faccia tosta, tempo libero, resistenza fisica (le attese possono durare ore), buone corde vocali per sottolineare con gridolini di entusiasmo l'apparizione del divo. Poi, un pizzico di fortuna, per riuscire magari a partecipare a una festa o alla conferenza stampa con protagonista la celebrita'. In questo senso, se ne sono viste di tutti i colori. Monica, una patita di Bon Jovi in visita a Milano, non si e' accontentata dell'autografo ma ha sequestrato la bottiglia di minerale dove aveva appena bevuto la rockstar. La conserva come una reliquia. Valeria si e' intrufolata a Roma nel camerino del teatro di Kim Rossi Stuart; Valentina e' riuscita a incontrare, grazie a un concorso dell'emittente televisiva Mtv, Ryan Lee, il biondo dei Blue: una dedica sulla copertina del cd e un abbraccio l'hanno mandata in tilt. Non ha piu' lavato la giacca che indossava per due mesi. Lidia, invece, ha speso un fortuna per dormire nello stesso albergo che ospitava Brad Pitt con la speranza di avvicinarlo piu' facilmente. E ancora, l'attore Silvio Muccino e' stato assediato a Tavolara da un'orda di fan che le hanno lasciato una montagna di bigliettini con i numeri di telefono. Identico risultato per Stefano Dionisi, che aveva presenziato a una sfilata di moda milanese, mentre George Clooney deve pagare squadre di bodyguard per tenere alla larga le fans in agguato intorno alla villa sul lago di Como in cui trascorre lunghi soggiorni. Sono solo alcuni esempi di febbre da… fan: l'elenco potrebbe continuare. D'altra parte, il fenomeno non e' nuovo. e' sufficiente guardare i filmati che raccontano l'epoca della "beatlemania" negli anni '60, con ragazze in preda a crisi isteriche di pianto al passaggio dei quattro baronetti. Oppure vedere la pellicola Almost famous, uscita un paio di anni fa, cronaca delle discutibili peripezie di una ragazza al seguito delle rock band in America nei '70. E nel 1986, e' diventato un successo editoriale in Italia il libro Sposero' Simon Le Bon scritto da una liceale che impazziva per i Duran Duran, allora al top delle classifiche mondiali, e il loro cantante, Le Bon appunto. L'idolo nella rete Oggi i fans hanno un alleato tecnologico in piu': internet. Sulla rete, non si contano i siti ufficiali e amatoriali dedicati ai divi dello spettacolo e dello sport. Iscriversi a uno di essi e' facile, basta un clic, e tanti non chiedono nemmeno una quota in denaro, ma solo passione. In cambio, si entra nel mondo della propria star preferita, vivendo cosi' di luce riflessa, non solo dallo schermo del computer. I siti piu' elaborati graficamente sono sovente gestiti dai fan club ufficiali, approvati dagli artisti stessi, e talvolta l'iscrizione si paga. e' il caso, per fare degli esempi, di quelli dedicati a Ligabue o a Laura Pausini. In questo modo, si ottengono sconti e facilitazioni per i concerti, gadget vari, l'invio di un giornale, chiamato non a caso fanzine (unione delle parole fan e magazine), l'invito al raduno annuale dei fan con l'artista presente. Migliaia di ragazze e ragazzi si trovano cosi' in rete, uniti nel magnificare il proprio idolo e pronti a difenderlo a spada tratta. Una piccola critica lanciata da qualcuno viene subito segnalata al fan club e scattano le contromisure: e-mail infuriate, lettere di insulti, telefonate minacciose. e' accaduto anche a Mondo Erre anni fa, colpevole di avere qualche perplessita' sui cambiamenti di fisionomia di Michael Jackson. Apriti cielo. Dal fan club italiano dell'autore di Thriller, uno degli album piu' venduti nella storia del pop, sono arrivate smentite, risentimenti, giudizi trancianti, tesi difensive. Il tempo e' poi stato galantuomo. Ma cosa spinge tante fans a compiere anche grossi sacrifici pur di sfiorare l'idolo del cuore? Lo spirito di emulazione, rispondono i sociologi. e' il sogno di vivere, pur di riflesso, una vita mondana, costantemente sotto i riflettori della ribalta e i flash dei fotografi. Di frequentare ambienti esclusivi, essere ammirate. All'inizio, chiaramente, a innescare la miccia sono una canzone o l'aspetto dell'artista, soprattutto se si tratta di attori. Ma poi, come una bomba a orologeria, scatta dell'altro, e si diventa fanatiche. La realta' e' ben diversa, ma per le fans sembra avere poca importanza. Il punto e' un altro: fin quando si tratta di un passatempo, va tutto bene. Sognare a occhi aperti nella stanza tappezzata di poster dei propri idoli e' normale, e' accaduto a chiunque. e' quando il divo diventa una ragione di vita che bisogna incominciare a preoccuparsi. Insomma, meglio essere fan che fanatiche. CHIARA GALAVOTTI
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©AGOSTINO LONGO
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