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Cervelloni in volo

Fischiettare nuovi motivetti è un gioco da ragazzi. Per fringuelli e canarini, imparare velocemente diversi ritornelli è del tutto naturale. Anche se i loro cervelli vanno dalle dimensioni di un granello di riso fino a quello di una nocciolina, alcuni tipi di uccelli apprendono centinaia di canti nella propria vita, improvvisano cadenze e copiano persino accenti regionali a seconda della località in cui vivono.
Come gli uomini e pochi altri animali, tra cui pipistrelli, delfini e balene, gli astuti uccellipennuti sono in grado di collezionare melodie in serie imitando quanto hanno sentito dai loro simili.
 

Copiare con fantasia

Molte specie di uccelli sono davvero rapidi nel memorizzare: ascoltano i versi emessi da un altro esemplare, magari il padre, quindi si cimentano nel ripetere la sequenza. Provano e riprovano, finché riescono a riprodurre lo stesso canto.
Per ragioni che non sono ancora chiare, diversi volatili sanno addirittura improvvisare: pur copiando… lo spartito da un altro uccello, aggiungono variazioni sul tema, donando un tocco personale all’esibizione. È il caso di alcuni fringuelli, che si concentrano nel migliorare singoli "passaggi" del canto, le cosiddette "sillabe", mentre altri provano a modificare schemi più lunghi, i cosiddetti "motivi".
 
Essendo ingegnosi, gli uccelli sanno anche adattare l’intonazione agli ambienti. Come le popolazioni di cinciallegra che vivono nelle metropoli: cantano con toni più alti rispetto a quelle di campagna. Un metodo efficace per farsi sentire tra il rumoroso caos cittadino. Per gli studiosi, questa abilità è legata alle prime fasi di vita, quando impara a cantare: in pratica, si specializza nell’usare, in ambienti più chiassosi, solo una parte del repertorio di famiglia, quella che ha le note più alte.
 
Strumento di comunicazione, il canto varia quando si devono delineare determinati ruoli. Il verso di un pennuto è più intenso quando deve demarcare il proprio territorio e più "arrabbiato" quando un rivale ne attraversa i confini. Forse per far credere agli intrusi che la zona è piena di nemici da cui bisogna stare alla larga.
 

Utensili e memoria

Gli amici pennuti, oltre a poter gareggiare al Festival di Sanremo, sfoderano anche altre capacità. Recenti studi promuovono le doti dei corvi, che utilizzano gli utensili come le grandi scimmie. Se già si era apprezzata la loro capacità di imitare dei suoni e di inventarne diverse variazioni, ora si è scoperto che sei corvi su sette della Nuova Caledonia riescono a modificare dei pezzi di legno in veri e propri arnesi per raggiungere il cibo.
 
uccelliC’è chi invece ha buona memoria. Tra questi, le gazze che, come le ghiandaie, conservano il cibo: si ricordano dove l’hanno messo e non dimenticano nemmeno quali altre gazze le hanno viste nascondere il cibo. A conferma della loro acutezza, un gruppo di scienziati ha osservato che, come alcune scimmie, delfini ed elefanti, si riconoscono davanti ad uno specchio.
 
Nel panorama dei sapienti pennuti, se qualche tempo fa erano state le galline a meravigliare per le loro doti di organizzazione sociale, di orientamento e di cura della prole, ora anche ai piccioni si attribuiscono diverse capacità. Come quella di saper individuare alcuni oggetti e le foglie di quaranta tipi quercia, distinguendole da quelle di altri alberi.
 

Notizie sulle ali

Altre specie brillano per la capacità di ritornare al proprio nido o alla terra di origine da luoghi lontani. Oltre ovviamente agli uccelli migratori che, ogni anno, si spostano di migliaia di chilometri alla ricerca di cibo e clima più favorevoli, anche i piccioni sono abili nel ritrovare sempre la via di casa. Viaggiatori infaticabili, per secoli sono stati i "portalettere" dell’uomo, il più veloce sistema di comunicazione: persino l’agenzia di stampa Reuters, ai suoi inizi, affidava le notizie alle ali di questi impagabili collaboratori. Nel 1850, si legge nella sua storia, mancando il collegamento telegrafico fra Aquisgrana e Bruxelles, le quotazioni del mercato finanziario erano "trasmesse" da uno stormo di 40 esemplari.
 
Capaci di raggiungere la velocità di 60, 70 chilometri orari, più veloci dello uccellisparviero e del falco, i piccioni percorrono fino a 800 chilometri al giorno e sanno sempre crearsi dei punti di riferimento: strade, ponti, campi, piloni della luce. Una mappa degna di un navigatore satellitare.
 
Ci sono poi singoli casi che hanno quasi dell’incredibile. Qualche tempo fa, ha fatto notizia la cornacchia nera che, a Tokyo, porta le noci in corrispondenza degli incroci pedonali. Attende che il semaforo diventi verde e che le autovetture, schiacciandole, ne rompano il guscio. Una volta che il semaforo ritorna rosso e che il traffico si ferma raccoglie in tutta sicurezza i pezzetti dei frutti rimasti.
 

Capire numeri e parole

Mentre i pappagalli si sono sempre distinti per la particolarità di imitare la voce umana, gli stunaturadi su alcuni esemplari hanno dimostrato che sono addirittura capaci di associare le parole con il loro effettivo significato e di formare frasi semplici. In qualche caso, sono arrivati persino a distinguere forme, colori e numeri. Uno di questi è riuscito qualche tempo fa in un’impresa ancora più "difficile", contando senza difficoltà da 1 a 6.
 
Ha fatto meglio un pappagallo cenerino, sfoggiando un vocabolario di oltre mille parole. Tra tutti, questi uccelli sono considerati i migliori imitatori. Nativi del continente africano e lunghi circa 30 centimetri, sono molto curiosi: con grande spirito d’osservazione, scrutano sempre con attenzione gli oggetti e l’ambiente circostante.
 
Interessanti sono anche i comuni storni. I loro canti seguono particolari e precise regole "grammaticali", basati sull’apprendimento di migliaia di sequenze. Essi le riconoscono tutte e reagiscono solo a quelle corrette. Come dire, vietato sbagliare.
 

Canto di coppia

Secondo una recente ricerca, le coppie di uccelli che sono più brave a coordinare i canti e i cinguettii sono anche quelle che riescono ad avere la meglio su altri "colleghi" con cui sono in competizione nei territori vicini. Tra le allodole australiane, lo scambio perfettamente accordato di note e gorgheggi tra maschi e femmine serve ad allontanare altre specie. Il "duetto", insomma, viene interpretato come una dimostrazione di superiorità e di forza.
 
Cantando in coppia, quindi, si difende il territorio: la maggior parte delle dispute con gli intrusi, o con altre coppie della stessa specie, si svolge "a colpi" di gorgheggi a due, mentre gli scontri fisici sono molto rari. A vincere, dunque, sono di solito le coppie che stanno assieme da tempo, con un migliore affiatamento canoro. Altro che Sanremo.
 
©Mondo Erre - Gianna Boetti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nilus
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©AGOSTINO LONGO
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