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Non faccio solo bau!

Possono contare, imparare un buon numero di parole e persino imbrogliare non solo i loro simili, ma anche gli esseri umani. Secondo una recente ricerca canadese, le capacità dei cani equivalgono a quelle di un bambino di circa due anni e mezzo.
 

Per gli studiosi, gli amici a quattro zampe sono in grado di conoscere circa 165 parole, ma i più intelligenti arrivano fino a 250; e i numeri fino a 4, 5 e capire le regole base dell’aritmetica. Hanno poi una formidabile abilità nel trovare gli oggetti, evitare luoghi pericolosi, scovare la via più breve verso la cuccia, aprire un chiavistello. E ancora, sanno essere molto astuti nel prendersi gioco degli altri cani e persino dei loro padroni per ottenere quello che vogliono.

 

Un grande vocabolario

I più “intelligenti”, almeno per quanto riguarda la facilità nell’apprendere, sono borderrisultati i border collie, cani pastori per eccellenza. È il caso di Rico, un esemplare che vive in Germania e che sa il nome di oltre 200 oggetti. All’età di dieci mesi i suoi proprietari hanno incominciato a fargli riconoscere gli oggetti; mettevano sul pavimento tre cose differenti e gli chiedevano di prenderne una in particolare. Se Rico sceglieva quella giusta, veniva premiato con del cibo o con il gioco.

 
In questo modo, Rico ha aumentato poco per volta il suo personale vocabolario: gradualmente, i suoi padroni hanno introdotto un nuovo oggetto ripetendone il nome 2 o 3 volte. Oggi, questo cane è in grado di imparare in poco tempo il nome di nuovi oggetti e ricordarli per settimane.
 

Al secondo posto si sono classificati i barboncini e al terzo i pastori tedeschi; settimo posto per i labrador, esemplari originari dell’isola di Terranova, coraggiosi e molto rapidi nella corsa. Tra le razze più “brillanti” anche i cani da caccia e i gold retriever, leali, fedeli e molto affezionati alla famiglia in cui vivono.

 

Osservatori attenti

Per gli studiosi, i cani possiedono diversi tipi di intelligenza: quella legata all’istinto, che hanno dalla nascita, quella che dipende dall’osservazione dell’ambiente circostante e quella legata all’ubbidienza verso i loro “punti di riferimento”.
 
Infatti, i quattro zampe scrutano molto attentamente le reazioni umane: sebbene, per carattere, abbiano una certa avversione a fissare negli occhi, sembrano canidisposti a guardare attentamente i volti dei loro padroni per avere indicazioni, per trovare una guida e ricevere rassicurazioni. Un’inclinazione che dipende anche dalle particolari caratteristiche della loro vista.
 
L’occhio del cane è in grado di catturare le variazioni di luce con una velocità di gran lunga maggiore di quello umano: questo fa sì che per ogni secondo riesca a cogliere più immagini. Con il risultato che è in grado di prestare attenzione a tutti i minimi dettagli delle espressioni del viso di chi gli sta di fronte, reagendo meglio anche alle più lievi variazioni del volto. Quindi, con gli amici cani non è necessario impartire ordini con voce tanto decisa: basta uno sguardo e capiscono al volo.
 
Quanto ai colori, i cani possono riconoscere il verde e il rosso: in particolare, sono in grado di selezionare il blu, il viola e il giallo, ma non di distinguere fra verde, giallo, arancione e rosso, verde e grigio.
 
In più, i loro occhi, essendo posizionati più lateralmente rispetto a quelli dell’uomo, permettono una visuale più ampia, ma a scapito della possibilità di cogliere la profondità delle cose. Hanno però, come i gatti, un’eccellente vista notturna. Quindi, più che i colori, sono la luminosità e i movimenti a permettere agli occhi del cane di individuare gli oggetti: anzi, spesso le sue reazioni sono legate proprio a tutto quanto succede intorno, potendo cogliere con estrema chiarezza gesti, voci ed odori.
 

Poliziotti e donatori

Se l’olfatto è il suo senso più sviluppato, anche con l’udito se la cava egregiamente. Così, mentre quello umano percepisce da 30 mila a 12 mila vibrazioni al secondo, quello del cane ne percepisce circa 40 mila e in alcuni casi arriva fino a 100 mila. Visto che le sue orecchie sono mobili, individua meglio il punto da cui proviene il suono: tanto più sono alte e ampie, più l’udito è sensibile.

 
Forti delle loro doti e abilità, i fedeli quattrozampe sono diventati nel corso degli anni anche un valido aiuto delle forze della Polizia. Impiegati sin dalla fine della Prima guerra mondiale, oggi vengono allevati ed addestrati nel Centro di Nettuno, a partire da un’età compresa tra i 12 e i 36 mesi. I “candidati” devono superare accurate visite mediche ed accertamenti: dopo un periodo di osservazione, i caniprescelti vengono affidati ad un istruttore per l’inizio delle lezioni. Alla fine, ogni cane formerà una vera e propria “squadra” con un poliziotto, che sarà il suo unico ed esclusivo compagno di lavoro.
 
I cani poliziotto non sono necessariamente pastori tedeschi: anche altre razze hanno dimostrato grandi doti investigative. I labrador, ad esempio, sono particolarmente bravi nella ricerca di sostanze stupefacenti, armi ed esplosivi; i pastori belgi malinois sono molto forti, resistenti ed instancabili corridori; i rottweiler, all’occorrenza tranquilli o coraggiosi, hanno un grande istinto alla difesa del territorio. E non serve il pedigree: si sono comportati benissimo anche cani meticci adottati nei canili pubblici.
 
Valorosi per difendere la legge, da qualche tempo sono anche valorosi nella generosità. I cani possono donare il sangue ai loro simili in difficoltà. Stanno infatti nascendo le prime “banche del sangue” per gli animali che hanno bisogno di trasfusioni. Già presenti nel Regno Unito, in Italia è sorto circa un anno fa un centro per la raccolta del sangue canino in Toscana, con precise regole per i donatori: essere di taglia media o grande ed in regola con i vaccini, pesare almeno 20 chili, avere un’età compresa fra quindici mesi e 9 anni.
 
Prima di questa iniziativa, ogni volta che un esemplare aveva bisogno di sangue, bisognava trovare un donatore sul posto. Ora la legge, che prevede trasfusioni solo per cavalli, cani e gatti, autorizza la conservazione del sangue animale: per questo, sono state fatte anche campagne di sensibilizzazione dei proprietari dei cani, invitandoli a portare i loro amici a donare. In modo da avere sempre una certa disponibilità di scorte.
 

Queste banche funzionano come quelle umane: con tanto di donatori e apparecchiature per il trattamento e conservazione del sangue. Per ora l’impegno è stato rivolto ai cani: in futuro, l’intenzione è di estendere il servizio ad altre specie, a cominciare dai gatti.

  
©Mondo Erre - Gianna Boetti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nilus
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©AGOSTINO LONGO
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