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CON CARLO CONTI

Troppi sms: pollice bloccato

E così abbiamo scoperto una nuova malattia: la tendinite da sms. Accade a Savona, vittima una ragazza di 14 anni, che a forza di premere i tasti del cellulare per comunicare con amici e compagni di scuola, non riesce più a muovere il pollice destro, bloccato da una infiammazione dei tendini.
Il problema è stato capire le cause dell’improvviso malessere. Poi il medico ha visto la ragazza sobbalzare dopo che sul telefonino le è arrivato un messaggio e le ha domandato: quanti sms mandi di solito al giorno? Un centinaio, è stata la risposta.
Sembra una “malattia” piuttosto diffusa quella di spedire a mezzo mondo sms. A Genova, una tredicenne si è vista bloccare la propria carta dal gestore telefonico. Si era fatta regalare dai genitori una card che dava la possibilità di mandare fino a 100 messaggi al giorno: in 48 ore aveva raggiunto quota 500, uno sproposito che aveva finito per insospettire il gestore.
E sempre a Genova tempo fa un quindicenne è stato ricoverato al pronto soccorso per una tendinite ad entrambi i polsi: questa volta la causa era stata un uso smodato della playstation. Ragazzi, sarà mica l’aria di mare che fa perdere il senso della misura?


Senza casco e oltre i limiti

Leggo i risultati di un’indagine condotta su un campione di mille neopatentati (auto e motorino) e resto senza fiato. Mi riferisco soprattutto ai quindicenni. Alla domanda: sapete che gli incidenti stradali sono la prima causa di mortalità tra i ragazzi, rispondono sorpresi: davvero? Poi, messi alle strette, confessano: “Io non rispetto i limiti di velocità” (74%); “Non mantengo la distanza di sicurezza” (64%); “Non uso il casco” (59%).
Commentano i ricercatori: “È il loro modo per sentirsi trasgressivi, per emergere nel gruppo e per dimostrare di avere coraggio”. Con tutto il rispetto per gli esperti, non credo che i ragazzi siano così sciocchi. Dev’essere qualcos’altro, che non riesco a stabilire, a far perdere il valore della vita. Vorrei tanto capire. Ragazzi, perché non provate a spiegarmelo. Forse, se ne parliamo, fa bene anche a voi.


Cervelli diversi uguale risultato

“La scienza è uomo”, ha detto il rettore dell’università di Harvard (di cui non ricordo il nome, forse perché il mio cervello è maschile) e ha aggiunto che anche in matematica le donne hanno maggiori difficoltà. Se penso alla bravura di una mia insegnante di matematica e ai problemi che avevo a seguirla, devo dire che il rettore ha preso un granchio. Che ci siano differenze fra il cervello della donna e quello dell’uomo, questo sì. L’hanno appena dimostrato i ricercatori di Irvine in California. All’intelligenza la donna dedica più sostanza bianca, l’uomo più sostanza grigia. Ma i due cervelli, anche se per strade diverse, possono raggiungere le stesse vette.
Lo scorso anno l’Organizzazione per il commercio e lo sviluppo ha studiato 250 mila ragazzi di 41 Paesi. Qualche volta i maschi vanno meglio in matematica, ma altre volte no. In Giappone, per esempio, non c’è differenza tra ragazzi e ragazze. In Islanda le ragazze sono più brave anche in matematica. Forse, la verità è che quando si parla di intelligenza non c’è nulla di sicuro, neppure l’intelligenza stessa.


CARLO CONTI RISPONDE

Dov’è Vanessa sul calendario?
Sono una bambina di sei anni e mi chiamo Vanessa. Ti scrivo con l’aiuto di mio nonno per chiederti se puoi risolvere un mio desiderio. Nei calendari non compare il mio nome e mi è dispiaciuto perché non so quando posso festeggiare il mio onomastico, come fanno i miei cuginetti. Puoi darmi chiarimenti in proposito?
Vanessa R., Fiume Veneto (PN)

Dolcissima Vanessa,
il tuo nome ha un’origine letteraria. È stato infatti inventato da Jonathan Swift, il famoso autore del libro I viaggi di Gulliver, che lo ha usato quando scrisse una lunga poesia d’amore. Vanessa è, tra l'altro, anche il nome di una meravigliosa farfalla dalle ali bellissime. Anche se non compare sui calendari, l’onomastico può essere festeggiato il 1° novembre.
Nilus
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©AGOSTINO LONGO
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