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CON CARLO CONTI

Caro papà, sei uno zero
Leggo, con stupore, i risultati di una ricerca su ragazzi che non sarebbero molto soddisfatti dei loro padri. A stupirmi sono le motivazioni: il giudizio negativo dei figli deriva non perché sono troppo assenti, poco pazienti, o indecisi nel delineare le regole importanti della vita. No, i rimproveri sono ben altri. Il 63% dei ragazzi accusano i genitori di “non aver fatto una carriera migliore”, di non aver raggiunto una posizione tale da garantire un futuro fatto di ville, auto di lusso e viaggi esotici.
Se dovessero mettere nero su bianco, con il loro stile sbrigativo, scriverebbero: “Papà 6-1-0”. Possibile? Non credo che questo sondaggio rispecchi la realtà. Mi piace pensare che le domande siano state equivoche e che i ragazzi abbiano risposto in maniera scherzosa e provocatoria.

Però leggono più dei genitori
Complimenti ragazzi! Secondo il “Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia”, i figli leggono più di mamma e papà. Nella fascia d’età tra i 6 e i 13 anni, il 65% ha dichiarato di aver letto durante il 2004 almeno un libro non scolastico. Poco, ma più degli adulti. E una buona percentuale legge anche uno o più libri al mese.
Dallo stesso rapporto, apprendo che si legge di più nelle regioni settentrionali (61-64%, contro il 50% del Centro e il 30-33% del Sud). Le ragazze, inoltre, soprattutto fra gli 11 e i 13 anni, leggono più dei maschi. E allora mi correggo: complimenti ragazze!

Pinocchio diventa nero
In Kenya li chiamano “chokora”, che significa ”quelli che vivono di rifiuti”. Sono venti ragazzi di 13 o 14 anni, che abitavano nelle discariche di Nairobi, sniffavano la colla nelle bottigliette, vivevano di espedienti. Un regista italiano, Marco Baliani, insieme con gli artisti del Teatro delle Briciole di Parma, va in tournée e ne conosce alcuni. Rimane affascinato dall’energia e dal talento che questi ragazzi sprizzano. Decide di mettere in scena “Pinocchio nero”, una sorta di musical sul burattino inventato da Collodi che diventa uomo: e lo diventano anche i ragazzi, uscendo dal degrado e dalla miseria. Con dignità e coraggio.
Parlano la loro lingua, lo swahili, però hanno imparato alcune frasi in italiano e sul fondo scorrono i sovratitoli. Lo scorso aprile hanno incantato gli spettatori di Parma, Milano, Bologna e Roma. Adesso stanno preparando un altro spettacolo con Baliani e torneranno presto ad esibirsi in Italia. Ma intanto recitano negli slum davanti agli amici meno fortunati. Per dire loro che il riscatto è possibile.


CARLO CONTI RISPONDE

I ragazzi dell’estate
Caro Carlo, posso intervenire anch’io su queste pagine dedicate ai ragazzi? Sono nonna Elena e da molti anni leggo Mondo Erre: prima con i miei figli, adesso con i nipoti. A proposito, il giornale mi sembra sempre più bello, complimenti a voi che lo fate. Vi scrivo per esprimere la mia preoccupazione e avanzare una proposta.
Mi spiego: sta arrivando l’estate, una stagione “maleducata”. L’anno scorso a Venezia distribuivano ai turisti una guida di comportamento: non entrare in un museo a torso nudo, non spintonarsi nelle calli, non lasciare avanzi di picnic in piazza San Marco, eccetera. Adesso a Firenze la curia lancia l’allarme sulle chiese “umiliate da caos e sporcizia”.
Poi ci sono i maleducati da spiaggia, da strada o da ferrovia: telefonini che imperversano, sgommate, fracasso. La cosa, ovviamente, non riguarda solo i ragazzi, anzi. Mi viene in mente una frase di Ignazio Silone: “Non c’è popolo più triste di questi italiani allegri”. Ma non credo che sia vero che ci piacciono il rumore, il disordine, la sporcizia, la mancanza di regole, come dice di noi un luogo comune.
In realtà, viviamo divisi tra virtù private e pubblici vizi, con un’abbondante considerazione di noi stessi e scarso rispetto degli altri. Presi uno per uno siamo docili, concilianti, quieti. Tutti insieme, da allegra brigata ci trasformiamo in mucchio selvaggio.
Per non annoiarvi, la smetto con un proposta: perché ragazzi questa estate non date voi l’esempio, comportandovi come se i luoghi pubblici fossero casa vostra? Grazie per l’attenzione e buone vacanze a tutti.
Elena Varzi, Cremona

Cara Nonna Elena, grazie per la tua lettera, che sottoscrivo volentieri senza aggiungere né togliere una virgola.
Nilus
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©AGOSTINO LONGO
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