Extra
Formula abbonamento
La Buona Notizia
La Buona Notizia
Spazio scuola
Scarica dai link qui sotto i pdf delle guide ai libri di Valerio Bocci.

LE PARABOLE SPIEGATE AI RAGAZZI

Scarica tutta la guida

I DONI DELLO SPIRITO SANTO SPIEGATI AI RAGAZZI

Introduzione
DONI

LE BEATITUDINI SPIEGATE AI RAGAZZI

Introduzione
BEATITUDINI

10 COMANDAMENTI SPIEGATI AI RAGAZZI
10 COMANDAMENTI

GUIDA ALLA LETTURA DELLE MEMORIE DELL'ORATORIO

Scarica tutta la guida
Guida Memorie

GUIDA ALLA LETTURA DI CHE RAGAZZI!

Scarica tutta la guida
Guida Che ragazzi
chiudi_box
01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 01 02 03 04 05 06 07 08 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10

BAU, MIAO, CIP, CIAO!

Non tutte le orche “parlano” lo stesso dialetto. Una vera fortuna per delfini, focene, elefanti di mare e foche che, grazie ad un udito particolarmente sofisticato, sono in grado di riconoscere i richiami degli esemplari pericolosi da quelli innocui. Riuscendo così a scappare di fronte ad un loro possibile attacco.
La scoperta arriva dal Pacifico. Qui, nel tratto di oceano compreso tra il Canada e l’Alaska, si trovano due tipi di orche, che usano linguaggi differenti: quelle di passaggio, le nemiche, che si nutrono di mammiferi e uccelli, e quelle che invece vi risiedono stabilmente, che mangiano solo pesce. Quando i mammiferi marini sentono le voci delle… “turiste” scappano velocemente cercando di mettersi al sicuro. Non fanno invece una piega se avvertono i suoni delle residenti, amiche pacifiche.

Segnali di avviso
Tutti gli animali sanno farsi capire, sia dai loro simili che dalle altre specie. Quando un branco di marmotte o di babbuini è tranquillo a pascolare in un prato, c’è sempre una sentinella di turno che veglia sulla sicurezza della comunità. Basta un segnale di pericolo ed è subito pronta a dare l’allarme: al suo grido si scatena immediatamente il fuggi fuggi generale e, in un batter d’occhio, tutti si mettono in salvo.
Anche il calore del corpo può diventare uno straordinario strumento per comunicare: ad esempio, per dire ad un predatore di stare alla larga. Gli scoiattoli della California “infiammano” la loro lunga coda per allontanare l’attacco dei serpenti a sonagli. Quando sta per arrivare la minaccia, il roditore agita velocemente la propria coda, rizza i peli e dilata i vasi sanguigni della pelle: in questo modo, aumenta la temperatura della sua estremità e scoraggia l’assalto del rettile, sensibile ai raggi infrarossi emessi da un corpo caldo.
Se la maggior parte degli scoiattoli, quando sta per sopraggiungere una minaccia, avverte i compagni con gli ultrasuoni, che l’orecchio umano non percepisce, i pesci che vivono nelle scogliere coralline si difendono con il colore: le vivaci tinte delle loro squame servono per dire agli intrusi, magari molto affamati, che non sono commestibili. E di allontanarsi quindi da quel territorio.
Per togliersi di mezzo gli intrusi, anche la puzzola ha un’arma vincente: un forte odore. Già il colore bianco-nero del suo pelo, di solito, dissuade i suoi nemici, i mammiferi predatori, da cattive idee: quando però questo rimedio non è sufficiente, la bestiola, con un movimento veloce alza la coda e con incredibile precisione lancia un liquido puzzolente. E anche gli scarafaggi emettono un forte odore per difendersi dai rapaci.

Tra danze e chimica
Se le api trasmettono informazioni alle compagne sulla rotta da seguire verso i fiori, la quantità di polline e nettare da recuperare per l’alveare eseguendo particolari danze, molti animali comunicano con i loro simili diffondendo nell’ambiente in cui vivono i cosiddetti “feromoni”, sostanze chimiche che di solito vengono prodotte da speciali ghiandole. Il pesce gatto, ad esempio, è in grado di distinguere l’odore dei suoi compagni: ogni esemplare produce infatti uno specifico feromone di “riconoscimento”.
Grazie a questa sostanza, le formiche fanno invece il passaparola. Per avvisare i suoi simili che ha trovato qualcosa da mangiare, la formica esploratrice, durante il viaggio di ritorno al nido, diffonde nell’aria una quantità piccolissima, meno di un miliardesimo di grammo, di un particolare feromone. Captando questo segnale, le sue compagne ripercorrono il tragitto impregnato della sostanza, fino ad arrivare al cibo.
Anche molti mammiferi lanciano messaggi attraverso i feromoni. Ad esempio il cervo, il capriolo, l’antilope e il camoscio maschio delimitano la loro area strofinando le corna contro gli alberi o i cespugli. Lasciando questa traccia, fanno capire ai possibili rivali che si devono allontanare da quella zona se non vogliono andare incontro a guai. Identico comportamento seguono i felini: quando i leoni o i ghepardi segnano i confini del territorio con l’urina, vogliono sottolineare ai loro simili che “di qui non si passa”.

Con la coda e con le orecchie
Per comunicare usa tutto il corpo: dalla bocca alla coda, dagli occhi agli orecchi. Il fedele amico a quattro zampe sa sempre farsi capire: sia se è felice o sofferente, sia se ha paura o è incollerito.
Quasi subito dopo la nascita, i cuccioli hanno in dotazione un… vocabolario di suoni diversi per far capire alla madre se sono affamati, contenti oppure se stanno male. Iniziano invece ad abbaiare tra la terza e la sesta settimana di vita, quando vogliono allontanare gli intrusi, definire i confini del loro territorio, attirare l’attenzione.
Per ogni situazione, il cane modula l’abbaiare in maniera diversa. Con l’ululato cerca di comunicare a grande distanza: di solito, ulula quando è solo e cerca un contatto con i suoi simili, mentre mugola se si sente sottomesso. Ringhia per difesa, scodinzola per manifestare il suo buon umore. Quando poi è proprio soddisfatto si rotola sul dorso strofinandosi il muso con le zampe.
Alcuni cani emettono anche un particolare mormorio quando vengono accarezzati: in questo caso sono molto rilassati. Per dire al suo padrone che vuole giocare, invece, si accuccia con la testa a terra, tende le zampe anteriori e solleva la parte posteriore. Se però le sue labbra si incurvano fino a mostrare i denti e le gengive superiori, vuol dire che sta per diventare aggressivo: è meglio allora abbassare gli occhi per fargli capire che non si cerca la lotta e poi indietreggiare lentamente. Attenzione anche alle sue orecchie: quando le tiene dritte, significa che è attento a tutto quello che gli sta intorno, se le abbassa manifesta paura.

Canti e gorgheggi
Chiacchieroni, con tanto di linguaggio piuttosto complesso: gli uccelli si parlano attraverso una svariata serie di canti. Ad esempio, i maschi, con i loro gorgheggi, richiamano le femmine per preparare il nido. Ma non solo: in questo modo avvertono anche tutti gli altri di stare lontani da quella zona.
Nel canto di alcuni piccoli volatili, diversi motivi che durano più di un minuto contengono centinaia di note o sillabe. La cinciallegra emette 16 suoni differenti. Lo scricciolo di palude ha un repertorio molto più ricco: 114 suoni. I corvi e i tordi iniziano il loro canto con i motivi tipici del compagno a cui vogliono rivolgersi: infatti, ciascun esemplare di queste specie emette dei suoni esclusivi, per farsi riconoscere da tutti gli altri. Un sorta di vero e proprio codice personale, che nessun altro possiede. In questo modo, ogni pennuto è in grado di ricevere e rispondere al messaggio di un suo simile. Anche senza l’aiuto di internet, e mail, telefonini o fax. Si capiscono al volo.

GIANNA BOETTI

Nilus
Nilus
©AGOSTINO LONGO
Nilus


Gli amici di MondoerreGli Amici di Mondoerre

  

Gli amici di Mondoerre

01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 www.scuola.elledici.org www.igiochidielio.it BimboBell www.oratoriosing.it/ www.associazionemeter.it www.tremendaonline.com www.dimensioni.org www.esemalta.com www.noivicenza.it www.davide.it 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10