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...CON CARLO CONTI

A CONTI FATTI

A caccia dei “filonari”
Leggo che “marinare” la scuola è reato. Almeno dalla parti di Ascoli Piceno, da quando la questura ha deciso di combattere i “filonari” con maniere decise: blitz nelle sale giochi, nei bar e perfino per le strade del centro cittadino. Con tanto di perquisizioni. Di rimando, lunghe processioni in questura di genitori per apprendere, solo in quella occasione, delle assenze in classe dei propri figli. Spiega il questore: “La dispersione scolastica nella nostra città è molto alta e aumentano le denunce per il disturbo della quiete pubblica. Era dunque necessario intervenire, anche per far conoscere le leggi sui minori”.
Nel Testo Unico dell’Ordinamento Scolastico, la norma 114 impone alle famiglie il controllo dei figli. È prevista una denuncia penale d’ufficio alle autorità per quei genitori che, superati i 7 giorni d’assenza, non presentino i figli a scuola senza giustificato motivo. In sostanza, scatta l’omesso controllo, con una pena da 6 mesi a un anno di carcere. Che a me sembra una condanna eccessiva. Ma il problema che vorrei dibattere con voi non è questo. Vi domando: è con la repressione che si convincono i ragazzi ad andare a scuola?

Un popolo di “pivot”
Fateci caso, quasi sempre i figli diventano più alti dei loro padri. Adesso sappiamo anche di quanto e perché. Uno studio antropologico sulla popolazione europea rileva che in un secolo gli uomini sono cresciuti mediamente di 11 centimetri, le donne di 8 e i bambini di oggi hanno già guadagnato 2-3 centimetri rispetto ai loro genitori. Ci sviluppiamo di più perché siamo più nutriti, perché i progressi della medicina consentono di intervenire quando nell’infanzia si manifestano difficoltà di crescita, perché guerre ed epidemie sono lontane.
La statura è legata non soltanto a condizioni igieniche e alimentari, ma anche a fattori socioculturali: l’incrocio delle etnie influisce sia sull’altezza, sia sulla corporatura. Immagino che tutto ciò finirà per avere ripercussioni sulle nostre abitudini quotidiane e sui rapporti con gli oggetti di tutti i giorni. Tra l’altro, bisognerà progettare letti più lunghi e lavandini più alti. Per un popolo di “pivot”.

Basta con le spose bambine
Una brutta notizia e un’altra bella, due facce della stessa medaglia. La brutta: a Vicenza, una ragazza di 12 anni, bengalese e musulmana, carina, simpatica e anche la più brava della classe, si taglia le vene a scuola. Soccorsa dai compagni, viene subito medicata. Guarisce in pochi giorni. Ma perché voleva morire? Costretta dai genitori a seguire le regole religiose, aveva saputo del matrimonio programmato con un connazionale di 14 anni, mai visto neppure in fotografia. L’amore è un’altra cosa.
Ed ecco la bella notizia: non ancora in Bangladesh, ma in India, la legge torna a sfidare l’antica tradizione del matrimonio tra bambini dai 2 anni in su. Il 65% delle giovani indiane si sposa sotto i 18 anni e oltre 300 mila tra queste ha già un figlio sotto i 15 anni, mentre un’adolescente su tre è incinta. Adesso sono state adottate misure più severe contro le autorità che registrano le nozze dei minori di 18 anni per le donne e dei 21 per gli uomini. La legge aumenta da tre mesi a due anni il periodo di detenzione e porta la multa da poche rupie all’equivalente di 2 mila euro per i trasgressori.
Durante la riunione del Parlamento, il ministro per le donne e l’infanzia Renuka Chowdhury, per chiedere di approvare la nuova legge, ha detto: “Quando spieghiamo ai nostri figli che non possono votare se hanno solo 15 anni o gli vietiamo di guidare e di bere, come possiamo pensare che siano maturi per le nozze? Sono soltanto bambini sfruttati e ricattati”. E brava Renuka!


CARLO CONTI RISPONDE

Le donne parlano più degli uomini?
Ho letto che una studiosa americana ha pubblicato un libro per dimostrare che le donne parlano più degli uomini. Ha persino contato le parole: 250 al minuto, contro le 125 dei maschi. A me sembra una delle tante “bufale” con le quali si riempiono i giornali. Tu che cosa ne dici? Grazie e ciao.
Cinzia (Cuneo)

Ho letto anch’io quella notizia. Ma continuo a pensare che sia un luogo comune da bar sport. Non so nulla dei circuiti cerebrali deputati alla comunicazione, ma incontro ogni giorno uomini fin troppo loquaci e donne sobrie anche nella conversazione. E non credo che sia colpa della chimica o della diversità del cervello se una persona è più o meno taciturna. Anche la neuropsichiatra americana, del resto, dopo le polemiche per la sua “scoperta”, fa marcia indietro: la loquacità femminile è soltanto una leggenda.

Nilus
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©AGOSTINO LONGO
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